
Longevità
Noi di Image Regenerative osserviamo ogni giorno come l'invecchiamento abbia smesso di essere un destino immutabile per diventare un processo biologico che la scienza oggi sa descrivere, misurare e in parte orientare.
Da questa visione nascono i percorsi di medicina rigenerativa e i protocolli di longevità che proponiamo nelle nostre sedi di Milano e St. Moritz, dove uniamo la ricerca internazionale a soluzioni cliniche costruite sulla singola persona.
Tra questi rientra la terapia endovenosa con NAD dedicata alla longevità, pensata per sostenere l'energia delle cellule, insieme agli approcci rigenerativi basati sul tessuto adiposo microframmentato del metodo Lipogems.
Comprendere gli hallmarks of aging, i segni distintivi dell'invecchiamento cellulare, offre una mappa precisa di ciò che accade nell'organismo con il passare del tempo, come abbiamo già raccontato esplorando i meccanismi biologici che regolano l'invecchiamento della pelle.
Gli hallmarks of aging sono i tratti biologici comuni e misurabili che accompagnano l'invecchiamento in specie diverse, dall'essere umano agli organismi più semplici. Il concetto è stato introdotto nel 2013 dal biochimico spagnolo Carlos López-Otín insieme a un gruppo internazionale di ricercatori, che individuò nove segni distintivi.
Nel 2023, alla luce di dieci anni di nuove evidenze, lo stesso gruppo ha ampliato la mappa a dodici elementi nello studio Hallmarks of Aging: An Expanding Universe, pubblicato sulla rivista scientifica Cell.
Perché un processo entri in questa lista deve soddisfare tre criteri rigorosi: manifestarsi con l'età, accelerare l'invecchiamento quando viene accentuato in laboratorio e offrire la possibilità di rallentare, fermare o far regredire il declino quando si interviene su di esso.
È proprio questo terzo criterio a rendere la mappa così preziosa per la medicina della longevità, perché trasforma l'invecchiamento cellulare da concetto astratto in un insieme di bersagli concreti su cui lavorare. Studiare questi marcatori permette di capire cosa cambia nel corpo con gli anni e, soprattutto, dove è possibile agire per preservarne la funzione.

I dodici marcatori vengono raggruppati in tre famiglie che aiutano a leggerne il ruolo. I segni primari rappresentano le fonti del danno cellulare. I segni antagonisti sono le risposte che l'organismo mette in campo per difendersi e che, con il tempo, diventano esse stesse dannose.
I segni integrativi, infine, sono quelli che si traducono nel declino visibile di tessuti e funzioni.
Segno distintivo | Categoria | Che cosa comporta |
Instabilità genomica | Primario | Accumulo progressivo di danni al DNA |
Accorciamento dei telomeri | Primario | Erosione delle estremità dei cromosomi |
Alterazioni epigenetiche | Primario | Cambiamenti nel modo in cui i geni vengono espressi |
Perdita della proteostasi | Primario | Proteine mal ripiegate e smaltite con difficoltà |
Macroautofagia ridotta | Primario | Minore efficienza nel riciclo e nello smaltimento dei componenti cellulari danneggiati |
Alterazione dei sensori di nutrienti | Antagonista | Segnali metabolici che perdono equilibrio |
Disfunzione mitocondriale | Antagonista | Calo di energia e aumento dello stress ossidativo |
Senescenza cellulare | Antagonista | Cellule che smettono di dividersi ma restano attive |
Esaurimento delle cellule staminali | Integrativo | Minore capacità di rigenerare i tessuti |
Comunicazione intercellulare alterata | Integrativo | Segnali tra cellule sempre meno coordinati |
Infiammazione cronica | Integrativo | Stato infiammatorio persistente di basso grado |
Disbiosi | Integrativo | Squilibrio del microbiota intestinale |
Questi dodici elementi agiscono in modo interconnesso e si influenzano a vicenda, creando una rete in cui ogni alterazione tende ad amplificare le altre. Ecco perché la ricerca preferisce guardare all'insieme del sistema piuttosto che a un singolo fattore isolato.
Tra i segni distintivi, l'instabilità genomica occupa un posto centrale. Ogni giorno il DNA delle nostre cellule subisce migliaia di piccoli danni, provocati da radiazioni, stress ossidativo, errori durante la duplicazione e agenti esterni. L'organismo dispone di sofisticati sistemi di riparazione, ma con l'età la loro efficienza diminuisce e gli errori si accumulano, compromettendo il corretto funzionamento cellulare.
A questo si aggiunge l'accorciamento dei telomeri, i cappucci protettivi che si trovano all'estremità dei cromosomi e che si consumano a ogni divisione, segnalando alla cellula quando è il momento di fermarsi.
Strettamente collegata è la senescenza cellulare. Quando una cellula accumula troppi danni può entrare in uno stato particolare in cui smette di dividersi pur rimanendo metabolicamente attiva. Queste cellule senescenti, spesso descritte come cellule zombie, rilasciano molecole infiammatorie che alterano l'ambiente circostante e contribuiscono a quella infiammazione cronica di basso grado che gli studiosi indicano con il termine inflammaging.
Un loro accumulo eccessivo favorisce la comparsa di numerose condizioni legate all'età. Per questo la ricerca sta studiando i senolitici, molecole che colpiscono in modo selettivo le cellule senescenti favorendone lo smaltimento, insieme a strategie che sostengano i meccanismi naturali di riparazione del DNA.
Se cerchiamo un motore dell'invecchiamento, lo troviamo nei mitocondri, le strutture che producono l'energia necessaria a ogni attività cellulare.
Con il passare degli anni questi organelli perdono efficienza, generano meno energia e rilasciano una maggiore quantità di radicali liberi, alimentando lo stress ossidativo che a sua volta danneggia DNA, proteine e membrane. Si crea così un circolo in cui la disfunzione mitocondriale peggiora gli altri segni distintivi e accelera il declino complessivo.
In questo scenario un ruolo di primo piano spetta al NAD, ovvero la nicotinammide adenina dinucleotide, una molecola indispensabile per la produzione di energia e per l'attivazione delle sirtuine, proteine che regolano la riparazione del DNA e la salute delle cellule. I livelli di NAD tendono a ridursi con l'età, e questo calo si riflette in una minore attività delle sirtuine e in mitocondri meno performanti.
Sostenere la disponibilità di NAD è oggi una delle strategie più studiate per contrastare l'invecchiamento cellulare e preservare la vitalità dei tessuti, ed è uno dei pilastri su cui costruiamo i nostri percorsi di longevità.

La forza di questa mappa sta nel tradursi in azioni concrete. Le evidenze scientifiche indicano diverse leve capaci di influenzare i segni distintivi dell'invecchiamento: uno stile di vita attento, un'alimentazione equilibrata e una buona gestione dello stress restano le fondamenta, affiancate da interventi mirati come i modulatori del NAD, i senolitici e le strategie che riducono l'infiammazione cronica.
Nella nostra pratica clinica questi principi prendono forma in protocolli personalizzati, sempre sotto supervisione medica. La terapia endovenosa con NAD lavora sull'energia cellulare e sulla funzione mitocondriale, le fleboterapie rigenerative sostengono il microcircolo e l'equilibrio dell'organismo, mentre il metodo Lipogems sfrutta il naturale potenziale del tessuto adiposo microframmentato per stimolare i processi di rigenerazione dei tessuti, un aspetto che risponde direttamente al segno distintivo legato all'esaurimento delle capacità rigenerative cellulari.
Mentre la medicina tradizionale interviene spesso sul singolo sintomo, l'approccio rigenerativo che abbiamo scelto lavora a monte, sui meccanismi cellulari che l'invecchiamento mette in difficoltà, con l'obiettivo di migliorare visibilmente la qualità dei tessuti e rallentare il declino funzionale nel tempo.
Fino a pochi anni fa la medicina affrontava separatamente le singole malattie legate all'età. La mappa dei dodici segni distintivi propone un cambio di prospettiva radicale: agire sui meccanismi condivisi a monte, invece di rincorrere le conseguenze una a una. Questo sposta l'attenzione dalla semplice durata della vita alla sua qualità, quello che gli studiosi chiamano healthspan, cioè gli anni vissuti in buona salute.
Ne deriva una medicina della longevità più preventiva, personalizzata e misurabile, capace di leggere biomarcatori specifici e di costruire percorsi su misura per ciascun paziente. È la direzione che seguiamo ogni giorno, integrando la ricerca internazionale con l'esperienza clinica maturata nella medicina rigenerativa.
Comprendere come invecchiamo diventa il primo passo per prendercene cura in modo consapevole, e una consulenza specialistica permette di individuare le strategie più adatte alla storia e agli obiettivi di ogni persona.
I dodici segni distintivi dell'invecchiamento sono instabilità genomica, accorciamento dei telomeri, alterazioni epigenetiche, perdita della proteostasi, macroautofagia ridotta, alterazione dei sensori di nutrienti, disfunzione mitocondriale, senescenza cellulare, esaurimento delle cellule staminali, comunicazione intercellulare alterata, infiammazione cronica e disbiosi. Sono stati definiti da López-Otín e colleghi e aggiornati nel 2023 sulla rivista Cell.
L'invecchiamento cronologico misura semplicemente gli anni trascorsi dalla nascita. L'invecchiamento biologico riflette invece lo stato reale di cellule e tessuti, che può risultare più giovane o più avanzato rispetto all'età anagrafica a seconda di genetica, stile di vita e ambiente. I segni distintivi dell'invecchiamento aiutano proprio a valutare questa età biologica.
Le evidenze scientifiche mostrano che è possibile contrastare e rallentare diversi meccanismi dell'invecchiamento cellulare attraverso stile di vita, alimentazione, gestione dello stress e interventi mirati come i protocolli rigenerativi e i modulatori del NAD.
L'obiettivo realistico è preservare più a lungo la salute e la funzionalità dei tessuti, agendo sui meccanismi biologici che il tempo mette alla prova.
Il NAD è una molecola essenziale per la produzione di energia e per l'attivazione delle sirtuine, coinvolte nella riparazione del DNA.
I suoi livelli diminuiscono con l'età, riducendo l'efficienza dei mitocondri. Sostenerne la disponibilità, ad esempio attraverso protocolli di infusione medica mirata, è oggi una delle strategie più studiate per supportare l'energia cellulare e favorire un invecchiamento in salute (healthspan).
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