
Medicina Rigenerativa
È una condizione molto più diffusa di quanto il silenzio che la circonda lasci immaginare. Molti uomini ci convivono per anni, adattando il guardaroba e rinunciando alla piscina, prima di parlarne con un medico.
In Image Regenerative, nelle sedi di Milano e di St. Moritz, la correzione chirurgica della ginecomastia è un intervento consolidato, che però ha senso soltanto dopo un inquadramento corretto della causa.
Vediamo che cos'è la ginecomastia, come si distingue la forma vera da quella falsa, quali cause la provocano, quando merita un approfondimento e come si corregge.
La ginecomastia è l'aumento del tessuto mammario nell'uomo, un reperto comune nella popolazione generale. Il meccanismo di fondo riguarda l'equilibrio fra due segnali ormonali che agiscono in direzioni opposte sulla mammella, perché gli estrogeni stimolano la crescita del tessuto ghiandolare mentre gli androgeni la frenano. Quando quell'equilibrio si sposta, per azione androgenica ridotta o per azione estrogenica aumentata, la ghiandola risponde crescendo.
Una revisione pubblicata su Nature Reviews Endocrinology inquadra bene il quadro clinico. La maggior parte dei casi è benigna e ha rilievo estetico più che medico, ma la condizione può provocare dolore e dolorabilità locale, e in una minoranza di situazioni rappresenta il segnale di una malattia sottostante, di un effetto collaterale di un farmaco o di una forma familiare.
Gli stessi autori ricordano che il tumore della mammella maschile è molto meno frequente della ginecomastia benigna e che le due condizioni si distinguono di regola con un esame obiettivo accurato.
Questo è il motivo per cui la visita viene prima di qualunque discorso chirurgico. Un aumento di volume del seno maschile è un sintomo, e il primo lavoro consiste nel capire da dove arriva.

La distinzione fra le forme non è una sottigliezza accademica, perché determina la tecnica chirurgica.
Alla palpazione la ginecomastia vera si presenta come un nodulo sodo e ben delimitato, situato immediatamente dietro l'areola, spesso dolente alla pressione. La pseudoginecomastia, invece, è un accumulo adiposo diffuso, di consistenza morbida, senza un nucleo centrale apprezzabile e generalmente indolore.
Forma | Che cosa si palpa | Approccio indicato |
Ginecomastia vera | Nodulo sodo retroareolare, spesso dolente | Escissione della ghiandola per via periareolare |
Pseudoginecomastia | Tessuto morbido e diffuso, senza nucleo | Liposuzione della componente adiposa |
Forma mista | Nucleo ghiandolare entro un contesto adiposo | Tecnica combinata, liposuzione ed escissione |
La forma mista è la più frequente nella pratica, e spiega perché l'intervento più eseguito combini le due tecniche. L'inquadramento si completa con un'ecografia mammaria, che conferma la natura del tessuto, e con gli esami ormonali quando l'anamnesi o la visita fanno sospettare una causa endocrina.
Vale la pena aggiungere un punto che tranquillizza molti pazienti. Un torace che appare femminilizzato in presenza di un sovrappeso importante è quasi sempre pseudoginecomastia, e in quel caso il primo intervento utile riguarda il peso corporeo e non la sala operatoria.
Le cause si raggruppano in famiglie abbastanza nette, e riconoscerle orienta tutto il percorso successivo:
Esiste infine la ginecomastia idiopatica, in cui nessuna causa viene identificata nonostante un inquadramento completo. È una diagnosi di esclusione, del tutto legittima, che si formula soltanto dopo aver escluso con metodo tutte le altre ipotesi, e mai come scorciatoia iniziale.
Il sintomo di apertura è quasi sempre visivo, cioè un aumento di volume di una o di entrambe le mammelle, non di rado asimmetrico. L'asimmetria preoccupa molti pazienti, ma è un riscontro comune nelle forme benigne e di per sé non indica nulla di allarmante.
Accanto al volume compare spesso una sintomatologia locale. Il dolore e la dolorabilità alla pressione si concentrano nella regione retroareolare, sono più marcati nelle fasi iniziali, quando la componente ghiandolare è in crescita attiva, e tendono ad attenuarsi quando il tessuto si stabilizza e diventa più fibroso. Alcuni uomini riferiscono una sensazione di tensione o di bruciore, altri un fastidio allo sfregamento con i vestiti.
C'è poi una dimensione che nella letteratura clinica compare meno e in ambulatorio moltissimo. L'impatto psicologico è rilevante e si traduce in comportamenti riconoscibili, dalla scelta sistematica di magliette larghe all'evitamento di spogliatoi, mare e piscina, fino al disagio nelle relazioni intime. Negli adolescenti questi comportamenti si consolidano rapidamente in abitudini posturali e sociali, e riconoscerli fa parte della valutazione clinica quanto la palpazione. Nell'esperienza del nostro team la domanda che apre davvero il colloquio riguarda che cosa il paziente ha smesso di fare, perché la risposta misura l'impatto della condizione meglio di qualsiasi centimetro.
La risposta rassicurante è che nella grande maggioranza dei casi si tratta di una condizione benigna. Questo però non autorizza a saltare la valutazione, perché alcuni elementi richiedono un approfondimento rapido e si riconoscono facilmente.
Un aumento di volume strettamente unilaterale merita sempre un controllo, anche se nella maggior parte dei casi si rivelerà benigno. L'esame obiettivo accurato, integrato dall'ecografia, chiarisce il quadro nella quasi totalità delle situazioni, e sapere questo riduce l'ansia con cui molti uomini rimandano la visita per mesi.
Esistono situazioni in cui la chirurgia non è la prima risposta, e vanno riconosciute. La più importante riguarda gli adolescenti, perché la ginecomastia puberale regredisce spontaneamente nella maggior parte dei ragazzi entro un paio d'anni. In quella fascia d'età l'atteggiamento corretto combina osservazione programmata, rassicurazione e attenzione al vissuto psicologico.
La seconda situazione riguarda le forme indotte da farmaci. Quando il responsabile è identificabile, la sospensione o la sostituzione della molecola, decisa insieme al medico che l'ha prescritta, può portare a una regressione, tanto più probabile quanto più precocemente si interviene. Lo stesso vale per la correzione di una condizione endocrina sottostante, dall'ipertiroidismo all'ipogonadismo, dove il trattamento della causa viene prima di qualunque considerazione estetica.
Nella pseudoginecomastia associata al sovrappeso, infine, il percorso nutrizionale e l'attività fisica modificano realmente il quadro. Va però detto con chiarezza che quando la componente ghiandolare è presente e il tessuto si è ormai fibrotizzato, nessun dimagrimento la riduce, e insistere per anni con la sola dieta significa rimandare una soluzione che a quel punto è chirurgica.
L'intervento si esegue in una sola seduta e richiede dai sessanta ai novanta minuti, con tecniche scelte in base alla forma. Nella pseudoginecomastia si utilizza la liposuzione attraverso accessi di pochi millimetri, che riduce il volume adiposo e favorisce la retrazione della cute. Nella ginecomastia vera si procede all'escissione del tessuto ghiandolare con un'incisione lungo il bordo inferiore dell'areola, posizione che rende la cicatrice poco riconoscibile a guarigione avvenuta. La forma mista, la più comune, combina le due procedure.
Il decorso prevede un indumento compressivo per alcune settimane e la sospensione dell'attività fisica intensa nello stesso periodo. Il miglioramento del profilo è visibile subito, mentre l'assetto si apprezza pienamente dopo tre o sei mesi, quando gonfiore e fibrosi si sono risolti. Il mantenimento del risultato nel tempo dipende dalla stabilità del peso e dal non riprendere le sostanze eventualmente responsabili.
Le complicanze sono poco frequenti e in larga parte gestibili, e comprendono l'ematoma, le asimmetrie temporanee e le alterazioni transitorie della sensibilità del capezzolo. La valutazione accurata prima dell'intervento, il drenaggio quando indicato e l'aderenza alle indicazioni postoperatorie restano gli strumenti che le contengono meglio.
Sul tempismo negli adolescenti il Prof. Carlo Tremolada ha una posizione netta, maturata su un numero elevato di casi. Il beneficio psicologico per i ragazzi è spesso notevole, e per questo suggerisce di non attendere troppo quando l'intervento è semplice e si può risolvere con una sola lipoaspirazione, rimandando a un momento successivo, dopo la pubertà, la valutazione sull'eventuale asportazione della ghiandola in eccesso. È un criterio che tiene insieme la prudenza clinica e il peso reale che questa condizione ha nella vita di un ragazzo.
Il ritorno alle attività quotidiane e al lavoro sedentario avviene in genere entro pochi giorni. L'indumento compressivo si indossa per alcune settimane e l'attività sportiva intensa riprende dopo circa un mese. Il risultato si apprezza pienamente a tre o sei mesi, quando gonfiore e fibrosi postoperatoria si sono risolti.
Il tessuto ghiandolare asportato non si riforma. Una ricomparsa dell'aspetto iniziale è possibile se si riprende una sostanza che l'aveva causata, in particolare gli steroidi anabolizzanti, oppure in caso di aumento di peso importante, che fa crescere la componente adiposa residua. La stabilità del peso resta quindi parte del risultato.
Dipende dalla forma e dall'età. Nella pseudoginecomastia legata al sovrappeso il percorso nutrizionale è efficace, nella forma puberale l'osservazione è spesso sufficiente e nelle forme da farmaci la sospensione della molecola responsabile può bastare. Quando esiste una componente ghiandolare consolidata, invece, la correzione è chirurgica.
L'intervento si esegue dai diciotto anni in su e per gli adulti non esiste un limite superiore, purché le condizioni generali lo consentano. Negli adolescenti la scelta si valuta caso per caso, tenendo conto della probabilità di regressione spontanea e dell'impatto psicologico, che in quella fascia d'età pesa molto nella decisione.
Contenuto rivisto dal comitato medico-scientifico di Image Regenerative. Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica.
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