
Medicina Rigenerativa
XERF, Morpheus8, CoolSculpting, Fraxel, Thermage, Ultherapy. Sono nomi che compaiono sempre più spesso sui social, sulle riviste e nelle ricerche dei pazienti, e ognuno sembra promettere qualcosa di completamente nuovo.
In Image Regenerative, nelle sedi di Milano e di St. Moritz, l'analisi rigenerativa personalizzata serve proprio a fare ordine, partendo dalla pelle del paziente invece che dal nome dell'ultima macchina.
Più lifting, più collagene, più profondità, meno tempi di recupero. Dietro le promesse c'è quasi sempre una tecnologia che conosciamo da tempo, ed è da lì che conviene partire.

Nella maggior parte dei casi questi nomi non identificano una nuova branca della medicina estetica. Sono nomi commerciali di dispositivi, e ciascun dispositivo appartiene a una famiglia tecnologica che la medicina conosce e usa da anni, come il laser, la radiofrequenza, gli ultrasuoni, la criolipolisi o la luce pulsata. Ricondurre il nome alla sua famiglia è il primo passo per capire che cosa può fare e che cosa no.
Nome commerciale | Famiglia tecnologica | Bersaglio principale |
XERF | Radiofrequenza monopolare multifrequenza | Lassità e qualità del derma |
Morpheus8 | Radiofrequenza frazionata con microaghi | Texture, cicatrici e lassità |
Thermage | Radiofrequenza monopolare | Lassità cutanea |
Ultherapy | Ultrasuoni microfocalizzati | Lassità dei piani più profondi |
CoolSculpting | Criolipolisi, cioè freddo controllato | Adiposità localizzate |
Fraxel | Laser frazionato | Texture, rughe e segni del fotoinvecchiamento |
Prendiamo Morpheus8. Appartiene alla famiglia della radiofrequenza frazionata con microaghi, la stessa di Vivace, la tecnologia che usiamo in clinica per rughe, cicatrici post acne e pori dilatati. Una revisione pubblicata su Facial Plastic Surgery Clinics of North America dedicata a questa tecnologia confronta proprio le differenze fra i dispositivi della famiglia e sottolinea che ottimizzare i parametri di trattamento è essenziale per la sicurezza e per l'efficacia. La stessa revisione riporta impieghi sulle cicatrici da acne, sulla lassità cutanea e sull'iperidrosi.
Questo non vuol dire che i dispositivi siano tutti uguali, né che l'innovazione manchi. All'interno della stessa famiglia possono cambiare le frequenze, le lunghezze d'onda, le profondità raggiunte, il modo in cui l'energia viene erogata, i sistemi di raffreddamento, la precisione, il comfort e il profilo di sicurezza. Sono differenze reali, che contano. Arrivano però dopo la domanda più importante, cioè quale problema si vuole trattare. Chi ha avuto un buon risultato con un dispositivo e uno deludente con un altro della stessa famiglia può aver sperimentato proprio questo, parametri e indicazioni diverse più che tecnologie diverse.

Il laser usa la luce, e la sua lunghezza d'onda decide quale bersaglio della pelle assorbe l'energia. Ci sono laser per il pigmento, laser per i vasi e laser che lavorano sull'acqua o sul collagene. La versione frazionata tratta la pelle per micro colonne, lasciando intatto il tessuto fra l'una e l'altra, e così accelera la guarigione. In clinica questa famiglia comprende, fra gli altri, il laser frazionato Fraxel Dual, il laser CO2 frazionato ablativo e il laser RedTouch a 675 nanometri, che ha come bersaglio il collagene.
La radiofrequenza trasferisce energia sotto forma di calore e stimola il rimodellamento del collagene. Nella versione monopolare il calore si distribuisce in volume negli strati profondi della pelle, mentre nella versione frazionata con microaghi viene rilasciato in punti precisi del derma attraverso aghi sottilissimi, che permettono di regolare la profondità zona per zona. Thermage e XERF appartengono alla prima variante, Morpheus8 e la nostra radiofrequenza ad aghi Vivace alla seconda.
Gli ultrasuoni microfocalizzati concentrano l'energia in piccoli punti a una profondità stabilita, e per questo possono raggiungere piani più profondi della pelle. Ultherapy è il nome più noto di questa famiglia.
La luce pulsata, spesso confusa con il laser, è una famiglia a sé. Emette uno spettro ampio di luce filtrata, che si usa per macchie superficiali, rossori ed epilazione, con un'azione meno selettiva di quella di un laser dedicato a un singolo bersaglio.
Nel campo del body contouring le famiglie cambiano ancora. La criolipolisi usa il freddo controllato per agire sulle cellule adipose, ed è la tecnologia di CoolSculpting, di cui abbiamo raccontato sedute e zone trattabili. Altri sistemi lavorano con il calore, come Coolwaves, che usa microonde selettive sul tessuto adiposo, sui tessuti connettivi e sulla pelle. Due tecnologie diverse per lo stesso bisogno, con meccanismi opposti, scelte in base alla zona e al tipo di adiposità.
Conoscere le famiglie serve soprattutto a ribaltare l'ordine con cui spesso si sceglie un trattamento. Il nome della macchina viene dopo. Prima vengono la diagnosi e il bersaglio, e il ragionamento parte dal problema da trattare:
A quel punto si sceglie la famiglia tecnologica più appropriata, e solo dopo il dispositivo. È un ordine che protegge il paziente da due errori frequenti, trattare con la tecnologia sbagliata un problema ben riconosciuto e trattare con la tecnologia giusta un problema che non c'è.
Due persone possono chiedere lo stesso trattamento visto sui social per ragioni opposte. Una ha una pelle spenta, con macchie da sole, e il suo bersaglio è il pigmento. L'altra nota un ovale meno definito, e il suo bersaglio è la lassità. Lo stesso nome commerciale, scelto in partenza, servirebbe bene al massimo a una delle due.
Sulla lassità vale la pena essere chiari. Quando il cedimento riguarda i piani profondi del viso, nessuna energia applicata dall'esterno lo riporta dove era, e la risposta più efficace può essere un'altra, anche chirurgica. Dirlo in visita fa parte del lavoro del medico, come scegliere i parametri giusti quando invece un trattamento energetico è indicato.
Quando arriva sul mercato una nuova macchina, la domanda scientificamente interessante dovrebbe essere che cosa permette di fare che prima non potevamo fare, o che oggi possiamo fare meglio, più che se si tratti dell'ultima tecnologia disponibile. Una nuova macchina rappresenta un'evoluzione importante quando porta almeno uno di questi vantaggi:
Se invece utilizza un principio fisico già disponibile per trattare la stessa indicazione clinica, potremmo trovarci davanti a una nuova interpretazione tecnologica dello stesso bisogno. Può avere qualità apprezzabili, come un'ergonomia migliore o tempi di seduta più brevi, ma resta lo stesso strumento con un nome nuovo.
Ed è qui che medicina e marketing vanno distinti. Il marketing ha bisogno di novità e le presenta come tali, mentre la medicina ha bisogno di prove e chiede che cosa cambia per il paziente. Per chi deve scegliere, il criterio pratico è chiedere quali studi sostengono la nuova macchina, su quale indicazione e con quale confronto rispetto alle tecnologie già disponibili. Una risposta precisa è un buon segnale, una risposta fatta di aggettivi lo è molto meno.
Un centro tecnologicamente completo non è necessariamente quello che possiede il maggior numero di dispositivi. È quello che dispone di uno spettro sufficientemente ampio e complementare di tecnologie da poter scegliere il trattamento in funzione del paziente, senza essere costretto ad adattare il paziente alla macchina disponibile.
I grandi bisogni clinici sono pochi e ben definiti. Il pigmento, il vascolare, il resurfacing, il collagene e la qualità del derma, la texture e le cicatrici, la lassità e il tightening, le adiposità localizzate, l'epilazione. Una volta che sono coperti in modo adeguato, l'arrivo di ogni nuovo dispositivo dovrebbe portare a una domanda molto semplice, cioè se aggiunge una possibilità terapeutica che mancava oppure offre un modo diverso di fare qualcosa che si sa già fare.
È una distinzione importante, perché XERF è innanzitutto radiofrequenza, Morpheus8 è radiofrequenza con microaghi, CoolSculpting è un dispositivo di criolipolisi e Fraxel è una piattaforma laser frazionata, più che un sinonimo di ringiovanimento. Conoscere questa differenza permette al paziente di smettere di scegliere un trattamento perché ne conosce il nome e di cominciare a chiedere perché quella tecnologia sia indicata proprio per il suo problema.
Nella nostra pratica questo significa coprire ciascun bisogno con tecnologie di cui conosciamo bene possibilità e limiti, e saper dire quando un trattamento energetico è la scelta giusta e quando conviene un'altra strada, dal filler alla chirurgia. Spesso, poi, il risultato migliore nasce dalla combinazione di tecnologie diverse all'interno di un percorso, ciascuna sul proprio bersaglio e con i propri tempi.
La domanda più utile da fare al medico, allora, è «Perché questa tecnologia è la più adatta al mio caso?». Molto meno utile è chiedere se lo studio ha l'ultima macchina. Non serve avere tutte le macchine. Serve poter trattare tutti i problemi.
È un dispositivo di radiofrequenza frazionata veicolata attraverso microaghi. Gli aghi rilasciano l'energia in profondità nella pelle e il calore stimola il rimodellamento del collagene. Appartiene alla stessa famiglia di altri sistemi di radiofrequenza con microaghi, che si differenziano per profondità, parametri e modalità di erogazione.
È un sistema di radiofrequenza monopolare, usato soprattutto per la lassità cutanea. Il nome identifica un dispositivo, mentre la tecnologia è condivisa da altri apparecchi di radiofrequenza monopolare, che possono differire per frequenze, raffreddamento e profondità d'azione.
Una revisione dedicata alla radiofrequenza con microaghi riporta diversi studi che ne indicano rischi minimi anche nei fototipi scuri, a patto di ottimizzare i parametri di trattamento. La valutazione del fototipo resta comunque un passaggio della visita, insieme a quella del problema da trattare.
Partendo dalla diagnosi. Prima si identificano il problema e il bersaglio, che può essere il pigmento, i vasi, il collagene, la lassità o l'adipe, poi la famiglia tecnologica più adatta e solo alla fine il dispositivo. La domanda da fare al medico è perché quella tecnologia sia la più indicata per il proprio caso.
Contenuto rivisto dal comitato medico-scientifico di Image Regenerative. Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica.
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