
Medicina Rigenerativa
Quando si parla di medicina rigenerativa, il discorso si ferma spesso al PRP, il plasma ricco di piastrine. È una metodica valida, ma raccontarla come se fosse tutta la medicina rigenerativa dà un'immagine incompleta.
In Image Regenerative, nelle sedi di Milano e di St. Moritz, la metodica Lipogems nasce proprio da questa evoluzione, che usa il tessuto adiposo del paziente come risorsa biologica più articolata.
La medicina evolve, e i pazienti hanno il diritto di conoscere tutte le possibilità terapeutiche oggi disponibili, con i loro benefici e i loro limiti.

Il PRP è un derivato del sangue con una concentrazione di piastrine più alta di quella normale. Come riassume una panoramica delle revisioni sistematiche pubblicata sull'International Journal of Clinical Practice, si ricava quasi sempre dal sangue del paziente stesso e viene usato in ambiti diversi, dalla traumatologia alla dermatologia fino all'odontoiatria, per il suo ruolo nella riparazione e nella guarigione dei tessuti.
Il principio è semplice. Le piastrine, oltre a partecipare alla coagulazione, contengono e rilasciano diversi fattori di crescita, molecole che segnalano ai tessuti di avviare i processi di riparazione. Concentrarle e portarle nel punto da trattare significa amplificare un segnale che l'organismo già usa quando si ferisce. La preparazione segue pochi passaggi:
L'intera procedura richiede in genere poco più di mezz'ora e permette di tornare alle proprie attività. Il PRP è utilizzato da anni in diverse specialità mediche, e proprio la diffusione ha reso evidente una cosa, cioè che il suo valore cambia molto a seconda dell'indicazione per cui viene usato.
Il fatto che nasca dal sangue del paziente, poi, non lo rende privo di rischi. Come ricorda il Centro nazionale sangue, una preparazione che non rispetta i requisiti di qualità e sicurezza può esporre a contaminazioni e infezioni, ed è per questo che conta dove e come il PRP viene prodotto.
La stessa panoramica ha raccolto 29 revisioni sistematiche di studi randomizzati, in tre campi principali, la cura delle ferite, l'ortopedia e l'odontoiatria.
I risultati suggeriscono un beneficio in diverse situazioni cliniche, con una qualità delle prove che gli autori giudicano da bassa a moderata.
Ambito | Indicazioni in cui le revisioni suggeriscono un beneficio | Qualità delle prove |
Cura delle ferite | Ferite nel paziente diabetico | Da bassa a moderata |
Ortopedia | Lesioni muscoloscheletriche acute, lesioni della cuffia dei rotatori, tendinopatie, artrosi di ginocchio e anca, protesi totale di ginocchio | Da bassa a moderata |
Odontoiatria | Innesti ossei per impianti dentali, difetti parodontali intraossei | Da bassa a moderata |
Il quadro conferma ciò che il PRP è davvero, una metodica valida con risultati documentati in indicazioni specifiche. È questo il punto da tenere presente quando lo si sente proporre come risposta generale a problemi molto diversi tra loro. In ortopedia, per esempio, le revisioni indicano un beneficio nelle tendinopatie e nell'artrosi, mentre per altre lesioni dei tessuti molli le prove sono più fragili.
Una qualità da bassa a moderata significa che i risultati sono incoraggianti ma potrebbero cambiare con studi migliori, e che quindi vanno presentati al paziente con la giusta prudenza.
Il quadro va letto anche per ciò che lascia fuori. Il PRP è molto diffuso in medicina estetica, per la qualità della pelle di viso, collo e mani o per le cicatrici da acne, e in tricologia, come supporto quando i capelli si diradano. Le revisioni incluse nella panoramica riguardavano però ferite, ortopedia e odontoiatria, e per gli altri usi chi lo propone dovrebbe saper indicare su quali studi si basa.
Il primo limite riguarda le prove. La panoramica sottolinea che la loro qualità, in molti casi bassa, riduce la certezza dei risultati, e che servono ancora studi randomizzati ben progettati per definire l'efficacia del PRP. Una revisione Cochrane sulle lesioni dei tessuti molli aveva già segnalato un altro problema, cioè che i metodi di preparazione variano molto e non sono standardizzati, così che sotto lo stesso nome finiscono prodotti con concentrazioni diverse.
Il secondo limite riguarda il paziente. Un consenso internazionale pubblicato nel 2025 su Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy ha formulato 23 raccomandazioni per le infiltrazioni in ambito muscoloscheletrico nelle persone con malattie concomitanti. Il PRP riflette lo stato di salute di chi lo produce, la sua composizione può cambiare con alcune patologie e l'infiltrazione può incidere sulla tolleranza locale. Le situazioni che richiedono una valutazione prima del trattamento riguardano tre gruppi di condizioni:
Gli stessi autori precisano che, per la scarsità di studi, le raccomandazioni si basano soprattutto sull'opinione degli esperti. È un'ulteriore ragione per cui l'indicazione va posta da un medico, dopo una visita che consideri la storia clinica e le terapie in corso. Un trattamento ricavato dal proprio sangue resta un atto medico, con indicazioni e controindicazioni come qualunque altro.
La ricerca è andata oltre, e non da ieri. Una delle evoluzioni più importanti riguarda l'impiego del tessuto adiposo microframmentato, una risorsa biologica complessa che conserva componenti cellulari, matrice extracellulare e segnali coinvolti nei processi di riparazione e nella regolazione dell'infiammazione.
La differenza con il PRP sta nella ricchezza del sistema. Il PRP utilizza soprattutto i fattori rilasciati dalle piastrine, mentre il tessuto adiposo microframmentato permette di intervenire attraverso un sistema biologico più articolato, che comprende anche le cellule mesenchimali presenti nel grasso. È su questo principio che il Prof. Carlo Tremolada ha sviluppato Lipogems, contribuendo a portare nella pratica clinica una nuova modalità di utilizzo delle risorse rigenerative dell'organismo. Le caratteristiche del tessuto microframmentato sono state descritte anche in studi di laboratorio a cui lo stesso Prof. Tremolada ha partecipato, che ne hanno documentato la struttura conservata e la componente stromale.
In ortopedia il trattamento si svolge in una sola seduta ambulatoriale. Una piccola liposuzione in anestesia locale preleva il grasso dall'addome o dai fianchi, il tessuto viene microframmentato e purificato con il sistema Lipogems e poi infiltrato nell'articolazione sotto guida ecografica o fluoroscopica. La procedura dura fra quarantacinque e sessanta minuti e si torna a casa in giornata. Le indicazioni comprendono l'artrosi di ginocchio, anca, spalla e caviglia, le tendinopatie e le lesioni cartilaginee, con i risultati migliori nelle forme lievi e moderate.
Questo non significa che il tessuto adiposo microframmentato sia sempre superiore al PRP, perché le evidenze cliniche e le indicazioni sono differenti. Significa che oggi esistono possibilità terapeutiche che meritano di essere conosciute e valutate. Le due metodiche possono anche lavorare insieme, e nelle lesioni più complesse l'associazione permette di unire i fattori di crescita delle piastrine all'azione del tessuto adiposo. Chi vuole approfondire il confronto fra i due approcci trova un'analisi dedicata nell'articolo sulle differenze fra PRP e Lipogems.
Nel libro «Il corpo che si cura», pubblicato da Mondadori, il Prof. Tremolada racconta proprio questa evoluzione, cioè comprendere la biologia dell'organismo per trasformare la ricerca in medicina applicata. Il punto è smettere di raccontare ai pazienti una medicina rigenerativa ferma a vent'anni fa, più che scegliere fra PRP e tessuto adiposo.
L'informazione è parte della cura. Un paziente consapevole deve poter conoscere le alternative, comprenderne benefici e limiti e confrontarsi con un medico capace di proporre la soluzione più appropriata per il suo caso.
In pratica significa arrivare in visita con qualche domanda chiara. Per quale indicazione esistono prove, e di che qualità. Come viene preparato il prodotto che verrà infiltrato. Quante sedute sono previste e che cosa si fa se il risultato non arriva. Quali alternative esistono, compresa la possibilità di combinare metodiche diverse. Un medico che risponde con precisione, e che sa dire anche quando una tecnica non è indicata, offre la garanzia più importante.
Nella nostra esperienza la scelta fra PRP, Lipogems o la loro associazione dipende dal tessuto da trattare, dall'estensione del danno e dagli obiettivi della persona, e va motivata caso per caso. In visita consideriamo anche le infiltrazioni già fatte e la risposta che hanno dato, perché la storia dei trattamenti orienta la scelta successiva.
Due esempi aiutano a capire come ragioniamo. Per una tendinopatia o un'artrosi agli inizi, dove le revisioni indicano un beneficio, il PRP può essere una prima scelta ragionevole e poco impegnativa. Quando l'artrosi è moderata e il dolore resiste alle terapie conservative, la valutazione può orientarsi verso il tessuto adiposo microframmentato, da solo o associato al PRP, dopo aver chiarito con il paziente che cosa è ragionevole aspettarsi. L'innovazione scientifica ha valore quando diventa una reale opportunità per il paziente. La medicina è andata avanti, e anche l'informazione deve farlo.
PRP è la sigla di plasma ricco di piastrine, in inglese platelet-rich plasma. È un derivato del sangue del paziente, ottenuto per centrifugazione, con una concentrazione di piastrine più alta del normale e quindi ricco dei fattori di crescita che le piastrine rilasciano.
Un consenso internazionale del 2025 sulle infiltrazioni in ambito muscoloscheletrico indica tre gruppi di condizioni da valutare con attenzione prima del trattamento, cioè le infezioni, le malattie oncologiche e quelle del sangue, insieme ad alcune terapie che riducono le difese immunitarie. La decisione spetta sempre al medico, caso per caso.
Con un piccolo prelievo di sangue venoso, che viene centrifugato per separare i globuli rossi dal plasma e concentrare le piastrine. La frazione ricca di piastrine viene poi raccolta e infiltrata nella zona da trattare, di solito nella stessa seduta ambulatoriale.
Sì. Le due metodiche sono complementari, e nelle lesioni più complesse l'associazione permette di combinare i fattori di crescita delle piastrine con l'azione del tessuto adiposo microframmentato. L'indicazione si decide in visita, in base al tipo di lesione e alle evidenze disponibili.
Contenuto rivisto dal comitato medico-scientifico di Image Regenerative. Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica.
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